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È il 1975, una donna scompare, i suoi documenti vengono ritrovati sulla sponda del Tevere, il corpo no. Un commissario la cerca, scopre le origini di un dramma che sembra nascere da banali tradimenti e invece è più profondo e antico, ha origine nei giorni bui dei collaborazionisti e dei partigiani, delle ausiliarie e delle brigate nere. L'indagine sulla scomparsa, il dramma della protagonista in lotta solitaria con la propria malattia mentale e gli eventi storici che la travolgono sono i tre piani narrativi su cui si svolge il romanzo, in cui il sottofondo costante è un fragile ambiente familiare. Luciana Capretti racconta il dramma e la malattia di una donna, la violenza e l'abbandono, la fragilità di chi non può che cadere sotto i colpi del destino
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